mercoledì 28 maggio 2014

Il dialetto di Todi

IL DIALETTO TUDERTE

                                          a cura di Margherita Boccali e Khadija El Kajjyouy


Il dialetto di Todi è frutto dello sviluppo del volgare locale del XIII e del XIV secolo. Il primo vocabolario dialettale del Todino fu redatto dalla complessa collezione laudistica di Jacopone Da Todi.
L'influenza todina sulle altre aree circostanti non è diversa da quella degli altri insediamenti umbro-romani e si concentra in due momenti: Periodo Repubblicano Imperiale e periodo Alto Medievale.
I Foedera, caratteristici del primo periodo, erano un insieme di patti stipulati con la popolazione insediata lungo il fiume Tevere o lungo le due direttrici delle vie Flaminia e Amerina. Tramite questi due assi, vario e fluviale, si è realizzata la romanizzazione dell'Italia centrale fino all'89 a.C., anno in cui si attribuì a Tuder la cittadinanza e l'ascrizione del suo territorio alla "tribù" Clustumina, una delle tribù rustiche in cui era suddivisa l'Italia ai fini politico-amministrativi. Todi fece parte della "Sexta Regio"  raggiungendo il suo aspetto definitivo, suggellato con la strutturazione in municipio e governato da magistrature locali.
Il primo vocabolario del todino, risale agli inizi degli anni '60 del secolo scorso e fu redatto per verificare e confermare l'esistenza di voci ed espressioni derivanti dalla principale fonte del volgare tuderte di cui fu massimo esponente Jacopone Da Todi.

DIALETTO TODINO: UN DIALETTO DI TRANSIZIONE
Secondo alcuni studiosi il todino fa parte, unitariamente ad un gruppo di comuni limitrofi (Collazzone, Monte Castello di Vibio, Massa Martana, Fratta Todina, Acquasparta e Montecastrilli),
del gruppo dialettale appartenente al trattato meridionale di una zona linguistica "di transizione": la zona posta tra l'Umbria settentrionale e quella sud-orientale fino a spingersi su tutto il territorio di Todi. Infatti, il nome stesso di Todi, nella sua radice umbra, sta a significare "città di confine" tra territorio etrusco e territorio umbro.
Il vasto territorio medievale dell'antico comune, oggi suddiviso in moltissimi piccoli comuni ha permesso all'idioma todino di essere contaminato a nord dal perugino, a ovest dall'orvietano, a sud dal ternano ed ad est dal folignate. In questo modo si può affermare che il dialetto todino, sia dal punto di vista lessicale che da quello morfosintattico, si estende in un'area piuttosto vasta.

QUALCHE FENOMENO LINGUISTICO
Per vocalismo tonico, occorre segnalare reliquie di metafonesi di tipo sabino-ciociaresco nei territori della direzione di Amelia, e di metafonesi di tipo centro-meridionale nell'area massetana.
La a protonica: in principio di parola, davanti a n cade ed è sostituita da: es. 'nguastine, 'nnacquarito.
In alcune zone la e tonica si trasforma molto spesso in i, ma con la stessa frequenza subisce il dittongamento ie: quilli, mi, brievi, priego, vienardì.
La e postonica si muta in o: comuno, como.
La i protonica in principio di parola e davanti a m,n cade ed è sostituita da: 'ncartapeurito,'ncenne, 'nchjodà, 'nzalata, 'ntostà, 'ntrosciasse, 'nfilà.
La o tonica nelle forme più arcaiche si oscura costantemente nella u: jucundo, secundo, fusse, pusero, errure, duluri.
La u tonica nei dittonghi uo muta in o: pòi (puoi), còre (cuore), mòve (muove), mòre (muore).
Riguardo al consonatismo, si hanno casi di spiralizzazione e di lenizione consonantica in posizione intermedia. Frequenti anche i casi di sonorità e di mantenimento delle consonanti sorde: accidèndi, malaféde, pallito, kondadino.
Tra i tratti morfosintattici caratteristici: 'l kane (Todi), su kksa del mi nonno (Collazzone); lue/lia (Todi), isso, issa (Massa Martana); per la negazione: nun kanda, nu skappa, nu lo saccio; diminutivi: kasetta, sediòla, kavalluccio, bambinèllo (Bambino Gesù).
Uso proposizionale di avverbi di luogo: jju la kandina, jju lo sprofonno, jjù'l cambo.
Verbi: sònno(sono), ònno (hanno), stònno (stanno), staronno (staranno), ajjo (ho), vajjo (vado), ago (ho), dago (do), saccio (so), pòzzo (posso), emmara (ero), saria (sarà).

Fonte: Marcello Rinaldi, Il dialetto todino, in Todi bellezza antiqua e nova, Turismo culturale, 2011.

martedì 27 maggio 2014

Artigianato in Umbria

L'ARTIGIANATO UMBRO

A cura di: Alessandro Albergotti, Margherita Boccali, Roberta Lopreiato, Lorenzo Vittori


L'Umbria è una terra piena di opportunità e di tradizioni tramandate da padre in figlio; una di queste tradizioni è l'artigianato.
Artigianato e arte camminano parallelamente, entrambe affondano le radici nei secoli, tramandando di generazione in generazione i segreti della lavorazione nelle antiche botteghe artigiane.
L'artigianato in Umbria ha conservato infatti le tradizioni e le abitudini di un tempo, attività legate a modi di produzione dalle radici antichissime. Le origini risalgono al Medioevo ma è nel Rinascimento che queste "Arti minori" raggiungono il massimo splendore.
Diventano famose le ceramiche di Deruta, le maioliche di Gubbio e di Gualdo Tadino, si intensifica la produzione del ferro battuto di Città della Pieve, Gubbio, Assisi, Cascia, Magione e Montone. I tessuti di Perugia acquistano rinomanza e pregio, anche per i tovagliati e i merletti di Orvieto, il ricamo di Assisi e di Città di Castello o l'arte dell'intaglio hanno la stessa celebrità per il pregio e la scrupolosa lavorazione. Ceramica, terracotta, tessitura, ricamo, ferro battuto, legno e restauro, non soltanto quindi semplici categorie merceologiche di un comparto produttivo di grande peso nell'economia della regione, ma soprattutto declinazioni di altrettante espressioni di arte che hanno costruito nel tempo la civiltà artistica e materiale dell'Umbria.

LA CERAMICA
La ceramica di Deruta racconta la vita quotidiana dei popoli e i cambiamenti del gusto decorativo, fino a tradurre in arte una produzione nata per rifornire gli uomini di oggetti di uso comune.
A Deruta fin dall'epoca degli Etruschi si tramanda l'arte della ceramica. La produzione odierna, si ricongiunge a un'arte iniziata con le preziose ceramiche arcaiche medievali e affermatasi nel Rinascimento, quando nobili italiani e stranieri commissionavano alle botteghe artigiane "piatti da pompa" (per occasioni importanti), "piatti a quartieri" (con il bordo decorato a settori), o "coppe amatorie" (con la dama e il putto raffigurati al centro), dagli splendidi effetti iridescenti, dorati e rossastri. Contribuì al successo della produzione derutese anche l'applicazione decorativa ispirata agli affreschi del Perugino e del Pinturicchio. Oggi la ceramica ha avuto uno sviluppo industriale con il sorgere di numerose aziende artigiane ma anche di grandi aziende che fabbricano apparecchiature per la produzione di ceramica.
Da tempo è presente nel centro storico di Deruta la Scuola d'Arte Ceramica che ha l'obiettivo di introdurre i propri allievi alle aspirazioni creative con la disciplina, l'apprendimento ed il perfezionamento delle tecniche della ceramica. Sono presenti corsi di Decorazione, Foggiatura, Tecnologia, Restauro, Raku.
Con il Museo Regionale della Ceramica presente all'interno dell'ex Convento di San Francesco, numerosi visitatori durante l'anno vengono attirati per gli oggetti d'uso prodotti dal Medioevo fino al secolo scorso come anche il pavimento della Chiesa di San Francesco di Deruta. Si tratta quindi di una tradizione antichissima e di un'arte famosa da sempre in tutto il mondo.


LA MAIOLICA
La maiolica artistica e l'arte della ceramica italiana sono rinomate nel mondo per la qualità del decoro e per la varietà delle forme. La più antica ceramica italiana veniva realizzata già nel periodo pre-romano con tecniche così raffinate da permetterle di esprimere nella maiolica e negli smalti antichi un arte ed un gusto per la rappresentazione tanto di scene di vita quotidiana quanto di decorazioni geometriche astratte.
Gubbio è centro rinomato per l'eleganza della maiolica decorata a mano, Per la precisione quando si parla di maiolica vanno intesi quei prodotti ceramici formati da paste porose a base di argilla e di piccole quantità di carbonato di calcio cotto al forno e ricoperto di uno smalto metallico specialmente a base di biossido di stagno,ma è tra la fine del XV secolo e l'inizio del secolo XVI, in concomitanza con la fiorente attività delle botteghe del celebre lustratore Mastro Giorgio Andreoli e, grazie anche alla sua invenzione del riverbero, che la ceramica eugubina raggiunge livelli altissimi. Dopo il declino produttivo e qualitativo dei secoli XVII e XVIII, sin dal 1920, l'arte della ceramica conosce un rinnovato impulso e, a conferma del notevole interesse rivestito da tale attività, nel 1956 viene istituita la Biennale della Ceramica.
Prestigiosa è la produzione di Gualdo Tadino, dove gli artigiani realizzano ancora le ceramiche a riflessi a terzofuoco. La produzione di manufatti in ceramica a Gualdo è già in atto, con ogni probabilità nel secolo XIV, ma, esplicitamente, è citata nelle Riformanze eugubine del 1456. La produzione della ceramica, soprattutto di Maiolica Bianca, continua a crescere, ininterrottamente e senza grossi sussulti, per tutto il XVII (quando i ceramisti gualdesi operano anche fuori patria) e durante tutto il secolo XVIII (quando si aprono grandi fabbriche prestigiose) fino a raggiungere altissimi livelli qualitativi di oggi.
Da non dimenticare la ceramica artistica di Umbertide, che si contraddistingue per l'applicazione del nero fratta che dà suggestivi riflessi metallici, mentre a Città di Castello sono le decorazioni araldiche e i rilievi a connotare la produzione locale.


LAVORAZIONE DI TESSUTI
La lavorazione dei tessuti si pratica in Umbria fin dal XII secolo. Ha subito l'influenza della tradizione francese e in particolare degli arazzieri di Lilla e di Giacomo Bergierès, che esprimono alcune forme tipiche di Perugia, come i tessuti di alcune Manifatture e la famosa "tovaglia perugina", tessuta a "occhio di pernice", in lino bianco con fasce blu, in uso sacro o profano, riconoscibilissima in alcuni dipinti duecenteschi, conservati nei musei e nelle chiese umbre. La lavorazione di questi tessuti, divenuti nel tempo famosissimi sia in Italia che in tutta Europa, si ispira alla cultura medio-orientale e si esprime con motivi e decorazioni geometriche, figure umane, o animali e frasi augurali. Oggi il revival delle tecniche e dei modelli medievali e rinascimentali, si traduce nella ripresa della tessitura manuale, ci sono ancora artigiani che utilizzano antichissimi telai di legno, rispettando rigorosamente la tradizione nelle tecniche, nel disegno, e nel colore. A Perugia esiste la produzione del tessuto "fiamma di Perugia", a Città di Castello e ad Assisi la ripresa del punto rinascimentale a doppia croce detto "Punto Assisi", nell'Isola Maggiore del Lago Trasimeno e nel laboratorio dell'Ars Panicalensis, il merletto rifiorisce come lavorazione all'uncinetto, denominata "pizzo d'Irlanda" e Orvieto invece si fregia della superba produzione della Ars Wetana, particolare tipo di merletto irlandese, famosissimo in tutto il mondo. Oggi esistono fabbriche che hanno storia secolare e sono presenti sul mercato con una produzione artigianale ricchissima e di gran pregio.



LAVORAZIONE DEL FERRO BATTUTO
La lavorazione del ferro battuto è una specializzazione artigianale tipica della civiltà contadina. I maggiori centri di produzione sono ad Assisi, Città della Pieve, Gubbio, capitale umbra di questa lavorazione dove si eccelle la fabbricazione delle armi in ferro battuto che riproducono modelli antichi. Cascia era invece specializzata nella singolare produzione di pinze per le ostie. Norcia nel Cinquecento per la produzione di ferri chirurgici, Villamagina, specializzata in lime e raspe e Magione si distingue per la lavorazione a sbalzo nel rame


LAVORAZIONE DEL LEGNO
L’Umbria, terra di artigiani ma anche territorio dalle mille risorse come la pietra rosa, il legno di noce, ciliegia, quercia, olmo e soprattutto ulivo, materiali ideali per la realizzazione di sculture e intagli. Numerosi sono i capolavori artistici ancora visibili in molti palazzi e cattedrali umbri, altri sono stati persino esportati all’estero come lo studiolo del Duca nel Palazzo Ducale di Gubbio, oggi al Metropolitan di New York. Espressa mirabilmente negli apparati decorativi lignei di chiese e palazzi, per tutto il Rinascimento e il Barocco, sono i due modi di cui si è applicata in Umbria questa arte antica e vitale. Oggi l'artigianato del legno e del restauro si è modificato rispetto al passato, applicandosi soprattutto alla lavorazione dei mobili in stile e moderni al restauro dei pezzi antichi e all'antiquariato. Città di Castello e Gubbio vantano piccole industrie di mobili in stile, laboratori di restauro e negozi di antiquariato; Todi annovera intagliatori, ebanisti, scultori, restauratori, artigiani, produttori di mobili, in stile e numerosi negozi d'antiquariato; Assisi e Perugia schierano restauratori ed antiquari.





I parchi dell'Umbria



I PARCHI NATURALI DELL’UMBRIA

a cura di Irina Anton, Matteo Gervasi, Alexandra Stanciu, Adriana Tudorancea

Immagini a cura di Michela Bernardini





Parco del Monte Subasio

Confina con il corso del fiume Tescio a settentrione, il torrente Chiona a sud – est, il Topino a est e, nella parte sud – occidentale, con la pianura umbra compresa tra Assisi e Spello.
E un’area protetta; i comuni compresi nel parco sono: Assisi, Nocera Umbra , Spello, Valtopina.
Il Subasio è un rilievo isolato rispetto alla catena appenninica ed ha una forma arrotondata.
Sul monte Subasio crescono molte piante le cui radici, fiori, frutti e foglie sono utilizzati a scopo aromatizzante e alimentare.
Nel Parco regionale del monte Subasio sono presenti vari tipi di uccelli tra cui: il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il picchio muratore, usignoli ecc.

Sport
Gli sport che si possono praticare nel parco sono: parapendio, il deltaplano e il paramotore, grazie alle favorevoli correnti di area; il parco inoltre viene frequentato anche degli appassionati di aereo-modellismo e da aquilonisti.



Parco del Lago Trasimeno

È il più grande dei parchi regionali dell’Umbria. Il territorio si estende lungo il perimetro del lago Trasimeno e comprende tre isole:  l’isola Polvese (la più estesa), l’isola Maggiore e l’isola Minore.
È una zona umida di grandissima importanza, è un area protetta e i comuni interessati sono: Castiglione del Lago, Magione, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno.
La flora che caratterizza il parco è quella legata all’ambiente lacustre; le acque sono poco profonde e contengono varie specie di pesci, tra cui: pesce gatto, anguilla, carpa ecc.

Sport
La pratica degli sport e del tempo libero nel Parco di Trasimeno è legata alla presenza del lago e si avvale di numerose ed efficienti strutture. L’attività sportiva più importante è la vela, praticata in tutto il bacino grazie alle favorevoli condizioni offerte dal lago.



Parco Fluviale del Tevere

Comprende territori significativi per caratteristiche ambientali come il corso del Tevere, il lago di Corbara, le Grotte del Forello e l’Oasi di Alviano. Si estende per circa 50 km lungo il fiume da Montemolino nei pressi di Todi fino al lago di Alviano.
È un area protetta e i comuni compresi sono: Alviano, Baschi, Guardea, Monte Castello di Vibio, Montecchio, Orvieto e Todi.
La vegetazione dominante è quella legata all’ambiente fluviale dove si possono distinguere tre tipi di paesaggi :
1) il paesaggio naturale che comprende boschi di aghifoglie e latifoglie endemiche;
2) il paesaggio seminaturale che comprende la maggior parte degli antichi pascoli;
3) paesaggio antropico, occupato da seminativi, da viti e olivi.

Sport
Lo sport che si può praticare è il torrentismo nella zona di Prodo. Tutto il corso del Tevere è fruibile per la pesca sportiva.



Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Il paesaggio è tipico di alta montagna; comprende il massiccio omonimo, il gruppo più importante dell’appennino umbro– marchigiano; è un’area protetta; le province coinvolte sono: Perugia, Ascoli  Piceno, Macerata.
La vegetazione è molto ricca è varia  e anche importante per la presenza di specie endemiche molto rare, ad esempio la stella alpina dell’Appennino.
Il patrimonio faunistico è molto interessante: oltre alla grande biodiversità conta numerose specie endemiche molto rare come: la vipera dell’Orsini, il gatto selvatico, l’orso Marsicano, il lupo e la farfalla.

Sport
I Sibillini sono il paradiso degli sport di montagna. E possibile praticare: trekking, ippoturismo, passeggiate in mountain bike e sci. Il parco è anche il regno di discipline sportive emozionanti come il deltaplano e il parapendio.

venerdì 9 maggio 2014

Le sagre



LE SAGRE UMBRE


A cura di Alessandro Albergotti e Gianmarco Remia


La regione Umbria è sempre stata caratterizzata dalla presenza delle sagre, organizzate sia nei paesini più piccoli sperduti nelle verdi campagne sia nelle città più grandi. Le tradizioni legate alle sagre vengono trasmesse di generazione in generazione dagli abitanti del paese o dalle pro-loco presenti nel territorio.
Queste feste erano spesso organizzate in estate per “celebrare” un piatto tipico o una tradizione del posto e per animare il paese. Ora più che mai le sagre sono organizzate per fini economici, anche se i più anziani sono ancora spinti dall'amore per la propria terra e sono proprio loro l'anima della festa!
 
Queste sono alcune delle sagre della nostra zona:

Sagra della Polenta – Viepri - Prima di Pasqua

Sagra degli Umbricelli - Poggio Aquilone - Seconda metà di Giugno


Festa della Torta al Testo – Pila - Fine Giugno

Festa del Castello - Collevalenza di Todi - Fine Giugno

Sagra della Grattachecca -  Pian Di San Martino - Prima settimana di Luglio

Sagra della Nutella – Collepepe - Inizio Luglio

Sagra della Tequila -  Madonna del piano - Fine Luglio

Sagra del Dolce - Duesanti di Todi - Fine Luglio 

Sagra del Buon Mangiare - Villa s. Faustino - Ultima settimana di Luglio

Festa del Tartufo Estivo -  Spina -  Prima settimana di Agosto

Sagra del Gelato - Massa Martana - Notte bianca settimana di Ferragosto

Sagra della Palomba alla Ghiotta - Cecanibbi di Todi - Seconda metà di Agosto 

Musica città Pantalla – Pantalla di Todi - Seconda metà di Agosto



POSTER: L'UMBRIA E TODI


mercoledì 7 maggio 2014

Eventi in Umbria



EVENTI CULTURALI, FOLKLORISTICI, MUSICALI DELL’UMBRIA


a cura di: Yana Oleksyuk e Valentina Picchianti


Guardando il calendario delle manifestazioni che animano le città dell'Umbria cade all'occhio la varietà delle iniziative tradizionali alle quali si affiancano le più diverse espressioni della creatività contemporanea. Sono tante le ragioni per fare festa e ogni evento è per le comunità locali l'occasione attesa per confermare le loro identità e le loro radici, mentre per il turista diventa un'opportunità per conoscere al meglio le tradizioni locali e accostarsi alle più genuine e sentite espressioni della cultura e del folklore umbri.

Assisi - Settembre - Marcia della Pace
Si svolge nel mese di Settembre è ormai divenuto uno degli appuntamenti fissi per tutta la penisola, raccoglie tutti i gruppi culturali, etnici, religiosi e politici che vogliono manifestare a favore della pace nel mondo.
Per maggiori informazioni:www.perlapace.it 




Perugia - Ottobre - Eurochocolate
Si svolge nel mese di Ottobre dal 1993 a Perugia e altre città italiane,  è una manifestazione annuale dedicata alla tradizione cioccolatiera italiana e internazionale, che si articola in una serie di eventi, il principale dei quali si svolge a Perugia. Attira moltissimi turisti e produttori di cioccolato, artigianali ed industriali, che vendono i loro prodotti nelle vie della città in spazi appositamente attrezzati. Durante la manifestazione vengono allestiti numerosi eventi, spettacoli e iniziative culturali.
Per maggiori informazioni: www.eurochocolate.perugia.it




Assisi - Celebrazioni Pasquali
Solenni riti per la Settimana Santa con corteo storico e rievocazione della Passione di Cristo.







Spello - Primavera - L'Infiorata
Nel giorno del Corpus Domini il selciato (pavimento in pietra a lastre o blocchi) delle vie principali si riveste di meravigliosi tappeti floreali. I disegni si ispirano a vari temi religiosi, secondo la libera fantasia o come riproduzione di dipinti famosi. Il rito è legato al costume di deporre petali al passaggio delle immagini sacre durante la processione.
Per maggiori informazioni: www.comune.spello.pg.it/menuinfiorata.htm




Assisi - Maggio - Calendimaggio
Si svolge per tre giorni la seconda settimana di Maggio. L'origine dell'attuale festa risale al 1927 quando cantori delle diverse cappelle cittadine si riunivano per cantare serenate ispirandosi a consuetudini dei tempi passati. La città si divide in "Parte de Sopra" e "Parte de Sotto" ed entrambe gareggiano per la conquista del Palio. La riuscita della gara consiste nella bravura dei cori, la riuscita dei cortei in costume e la perizia nel rappresentare scene di ambientazione medievale. Per maggiori informazioni: www.calendimaggiodiassisi.it



Assisi - Maggio - Mostra Mercato Antiquariato
Per l'alta qualità dei pezzi esposti, questa mostra si è imposta all'attenzione generale e qui convergono, per parteciparvi, il fior fiore degli antiquari italiani. Negli ultimi anni alla mostra mercato si è affiancata anche la Rassegna Nazionale di Numismatica e Filatelia.



Gubbio - Maggio - Corsa dei ceri
Si svolge nel mese di Maggio. Di tradizione secolare, forse di origine pagana, cade alla vigilia della morte del santo patrono Ubaldo. I Ceri sono tre giganteschi monoliti di legno del peso ciascuno di circa 4 quintali, sormontati dalle statue di S.Ubaldo, San Giorgio e S.Antonio. I singolari obelischi sono trasportati, a spalla e di corsa, dal centro storico fino alla Basilica del Santo Patrono sulla vetta del Monte Ingino.
Per maggiori informazioni:www.festadeiceri.it






Foligno - Giugno - Giostra della Quintana
Si svolge nel mese di Giugno. La festa trae origine da una antica gara a cavallo che aveva l'obiettivo di definire l'ordine di priorità di un cavaliere nella fedeltà al principe o alla dama. Nella versione contemporanea, che risale al dopoguerra, dieci cavalieri, uno per ciascuno dei rioni di Foligno, si sfidano, in sella ai destrieri, nel cercare di infilare con una lancia una serie di anelli di diametro decrescente. La giostra è preceduta da un corteo in costume per le vie della città.
Per maggiori informazioni: www.quintana.it





 

Bevagna - Giugno - Mercato delle Gaite
Si svolge nella seconda settimana di Giugno; trae ispirazione dall'antica suddivisione della città in quattro gaite (quartieri), come prevedeva l'organizzazione politica e civile del periodo medievale. Il momento clou della manifestazione è la realizzazione del Mercato medievale prevista nelle giornate conclusive.
Per maggiori informazioni: www.comune.bevagna.pg.it





Spoleto - Luglio - Festival dei Due Mondi
Si svolge ogni anno nella prima quindicina del mese di Luglio. La prima edizione fu del 1958 per opera del maestro Giancarlo Menotti. Il festival comprende una serie di spettacoli di notevole livello che vanno dal balletto, all'opera lirica, concerti da camera e sinfonici, prosa, ma anche mostre d'arte ufficiali e non, rassegne cinematografiche e convegni.
Per maggiori informazioni: HYPERLINK "http://www.spoletofestival.it/"http://www.spoletofestival.it/"HYPERLINK "http://www.spoletofestival.it/www.spoletofestival.it



Perugia - Luglio - Umbria Jazz
Si svolge ogni anno nella prima quindicina di Luglio a Perugia. La prima edizione risale al 1973 ed è, oggi, uno dei più importanti, se non il più importante, festival jazz d'Europa che ha ospitato artisti come George Coleman, Dizzy Gillespie, Art Blakey, Chet Baker e altri. Ci sono due scelte artistiche: da un lato il jazz ortodosso e dall'altro la musica nera (blues, gospel, soul,zydeco, marching band, rhythm 'n' blues) con vari sconfinamenti nel pop-rock , per un pubblico generalista.
Per maggiori informazioni: www.umbriajazz.com